DOP, IDP, IGT e DOC: impariamo a riconoscere le sigle!

14.11.2019

Ogni giorno senza farci troppo caso acquistiamo prodotti alimentari con denominazioni come Dop, Igp e Stg. Cosa stanno a significare? I marchi DOP, IDP, IGT e DOC nascono dalle normative comunitarie e presuppongono l'adesione dei produttori a modelli validi in tutta l'Unione Europea. In questo modo la legislazione europea vuole proteggere le produzioni tradizionali e valorizzare le specificità dei prodotti agroalimentari, al fine di caratterizzare la relazione prodotto-territorio. Le denominazioni possono aiutarci a compiere scelte più favorevoli non solo per noi ma anche per il produttore e per l'ambiente.

Per le nostre scelte alimentari hanno una bella importanza, vediamo nel dettaglio le caratteristiche dei marchi DOP, IGP, IGT e DOC.

DOP è l'acronimo di "Denominazione d'Origine Protetta", riceve questa denominazione un prodotto tipico locale che rispetta una determinata lavorazione e che avviene in un territorio ben preciso, a cui è legato da diversi fattori storici e tradizionali. I prodotti Dop non sono riproducibili in altri luoghi, sono tipicità locali regolamentate e uniche.

IGP sta per "Indicazione Geografica Protetta" e tutela le ricette e alcuni processi produttivi caratterizzanti tipici del luogo, ma non per forza l'origine del prodotto se non quello della produzione finale. Il marchio esprime qualità e può portare importanza al luogo in cui viene prodotto, facendo si che anche l'ambiente, le tradizioni e le peculiarità di una certa zona vengano mantenute.

La certificazione IGT "Indicazione Geografica Tipica" è rilasciata per vini di alta qualità prodotti in aree geografiche ampie e tipici esclusivamente di quella zona. Le discipline di produzione del prodotto e i requisiti generali sono meno restrittivi rispetto a quelli richiesti per i vini a denominazione di origine controllata (DOC), ma che rendono importanti i vini IGT perché li separano dai vini da tavola che non hanno indicazione. Un vino IGT può diventare DOC: trascorso un periodo di 5 anni, questa produzione può aspirare alla "promozione" nel caso in cui abbia i requisiti richiesti dal disciplinare.

La sigla DOC, che è l'acronimo per Denominazione di Origine Controllata, viene data a quei vini che vengono prodotti con uve raccolte in una determinata zona. Il vino DOC non garantisce solo la provenienza del vitigno, ma anche della qualità del prodotto. In Italia ci sono oltre 300 vini con classificazione DOC. Un vino DOC ha mantenuto la denominazione IGT per almeno 5 anni e quando è stato almeno 10 anni tra i DOC, può passare alla denominazione DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), che conferisce ancora più prestigio all'etichetta.

Sulla nostra Isola vantiamo diverse etichette DOC, tra tutte meritano sicuramente una menzione Ischia Bianco DOC Terradei e Ischia Biancolella Doc di Tommasone, quest' ultimo ha ricevuto il premio qualità prezzo all'interno dell'ormai celebre guida Berebene 2020 del Gambero Rosso.


Angela Patalano