en-La trippa come Proposta d'Amore

28/10/2019

In una serenata popolare della Napoli del 1600 venne usata la trippa come escamotage amoroso per dichiararsi ad una ragazza che vendeva proprio la trippa!

Nasce così la Legenda della trippa come proposta d'amore ed oggi 24 Ottobre a distanza di tanti anni si festeggia il Trippa Day.

Ma dove e come possiamo mangiare la trippa?

La possiamo mangiare da Nord a Sud, da Est a Ovest, con il sugo o con i fagioli, aromatizzata con la cannella o con il rosmarino. Sono tanti i modi in cui possiamo gustarla. La trippa milanese, detta anche busecca, veniva cucinata durante le festività e consumata tradizionalmente durante la vigilia di Natale. È a base di trippa, brodo, fagioli, carote e sedano. La busecca è una delle pietanze rappresentative della cucina milanese. Per tale motivo l'epiteto "busecconi", cioè "mangia-trippa", è diventato uno dei soprannomi con cui sono conosciuti i milanesi. La trippa alla fiorentina è uno tra i piatti toscani più famosi e antichi, nel Quattrocento era un piatto unico a base di frattaglie e aromi mentre circa

Firenze

trecento anni dopo, grazie all'arrivo dei pomodori dalle Americhe, prende forma la più contemporanea ricetta della trippa alla fiorentina, ovvero con l'uso del pomodoro pelato. A Napoli, invece, si mangia la zuppa 'e carnacotta", 68 per la smorfia napoletana. È un piatto antico e poverissimo che prevede trippa mista, pane raffermo, alla fine un po' di pepe e parmigiano a piacere. La zuppa va servita caldissima, a mestolate, su fette di pane biscottato in un'ampia ciotola, accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso. Questo piatto rappresentò per anni, specie nei mesi invernali, il gustoso pasto della povera gente e dei salariati. Famoso è il detto "Non c'è trippa per gatti", che ha curiose origini romane. Ernesto Nathan, sindaco di Roma dal 1907 al 1913, decise di cancellare dal bilancio comunale l'acquisto mensile della trippa, divenuta troppo costosa. L'alimento era acquistato per i gatti, indispensabili per cacciare i topi in Campidoglio. Da qui il famoso detto teso a indicare la penuria di mezzi.

Noi abbiamo chiesto un consiglio anche ai nostri macellai di Fiducia , Gennaro e Francesco della Macelleria viola , che ci hanno indicato la seguente ricetta.

La trippa al pomodoro è senz'altro un ottimo piatto. Facile e gustoso diventa un asso nella manica per chi ama realizzare preparazioni che prevedano l'utilizzo del quinto quarto dell'animale. In questo caso la trippa, viene cotta in un sugo veloce ma molto saporito e questi due ingredienti si fondono e danno vita a un qualcosa di magico. Grazie proprio al sughetto, la trippa assume un sapore più delicato e preparata in questo modo sarà gustata anche da chi non la ama in modo particolare. Un tempo questo ingrediente era considerato come piatto povero, poiché era lo "scarto" dell'animale e quindi destinato a contadini o poco ricchi, oggi invece rivive di nuovo un giusto splendore in quanto molti chef la propongono anche nei ristoranti. Provate questa ricetta vi sorprenderà di certo e se la amate quanto noi vi diamo anche un altro consiglio: provatela con i fagioli!
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✅ Se volete preparare la trippa al pomodoro: in una casseruola mettete un giro d'olio, tritate la cipolla e trasferitela nella casseruola, quindi acccendete il fuoco, mescolate e aggiungete alla cipolla un peperoncino diviso a metà e lasciate che la cipolla si appassisca e s'insaporisca a fuoco dolce.

Preparate a questo punto i pomodori.
✅ Versate i pomodori pelati in una ciotola e frullateli bene con il frullatore ad immersione.

Quando la cipolla ha preso bene calore, aggiungete nella casseruola insieme ad essa i pomodori frullati e il basilico spezzettato a mano.

Mescolate e lasciate cuocere per almeno 10 minuti.
✅ Quando la salsa si sarà rirtirata, aggiungete nella casseruola la trippa, mescolate, salate e pepate bene, quindi con un coperchio, semi-coprite la casseruola e lasciate cuocere il tuttto per almeno 30 minuti.

✅ Trascorso il tempo di cottura mescolate e aggiungete direttamente nella casseruola il parmigiano reggiano e il pecorino romano grattugiati, fate insaporire bene.

Servite aggiungendo a piacere dell'altro pecorino e parmigiano grattugiati.